Art déco: storia, caratteristiche e idee per la casa
Dall'Esposizione di Parigi del 1925 a Gio Ponti: storia, caratteristiche e materiali dell'art déco, con idee per ritrovarne lo spirito in casa.

Indice
L'art déco è lo stile che ha dato forma al gusto degli anni Venti e Trenta del Novecento: geometrie nette, materiali preziosi, superfici lucide e un'idea di lusso che guarda alla modernità. Nato nelle arti decorative e nell'arredamento, si è esteso alle ceramiche, ai tessuti, ai gioielli e perfino all'architettura di cinema e alberghi. Ecco da dove viene, come si riconosce e come ritrovarne lo spirito in casa senza trasformarla in un set d'epoca.
Da dove viene il nome art déco
Il nome deriva dall'Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne che si tenne a Parigi nel 1925, come ricorda la scheda della Tate dedicata all'art déco. La storia di quella mostra comincia però molto prima. Secondo il Metropolitan Museum of Art di New York, il governo francese l'aveva proposta già nel 1912, con l'obiettivo di riaffermare il primato della Francia nel buon gusto e nello stile moderno dei beni di lusso. Prevista per il 1915, fu rinviata e si tenne soltanto nel 1925, nel pieno di quello che più tardi sarebbe stato chiamato il periodo art déco.
Lo stile nasce anche in dialogo con quello che lo aveva preceduto. La Tate lo descrive come successore e, allo stesso tempo, come reazione all'art nouveau, che in Italia conosciamo come liberty. La differenza principale sta nell'influenza del cubismo, che dà alle forme un carattere più frammentato e geometrico. Non tutto, però, diventa spigoloso: alcuni designer continuarono a usare motivi vegetali e linee sinuose.
Le caratteristiche dello stile art déco
Secondo l'Enciclopedia Britannica, l'art déco si riconosce da forme semplici e pulite, spesso dall'aspetto aerodinamico, e da ornamenti geometrici oppure stilizzati a partire da soggetti figurativi come fiori, animali e raggi di sole. Le fonti di ispirazione erano molto varie. La Tate cita l'arte dell'antico Egitto, l'arte azteca e delle altre civiltà antiche dell'America centrale, ma anche il design delle navi, dei treni e delle automobili moderne, oltre all'architettura e al design del Bauhaus e di architetti come Le Corbusier e Mies van der Rohe.
Il secondo tratto distintivo è il rapporto con i materiali. Nell'alta produzione parigina degli anni Venti, spiega il Met, intarsi elaborati, dorature e tecniche di laccatura provenienti da Cina e Giappone servivano a esprimere lusso e modernità nello stesso tempo, insieme a materiali preziosi come l'avorio, i legni rari e la foglia d'oro e di platino. Britannica aggiunge l'uso di materiali prodotti dall'industria, come plastiche, nuovi tipi di vetro e cemento armato, spesso accostati a giada, argento, avorio e cromo.
La tabella riassume gli elementi principali e la fonte da cui provengono.
| Elemento | Come si riconosce | Fonte |
|---|---|---|
| Forme | Linee semplici e pulite, spesso dall'aspetto aerodinamico | Britannica |
| Ornamento | Motivi geometrici o stilizzati: fiori, animali, raggi di sole | Britannica |
| Influenze | Cubismo, antico Egitto, arte azteca, navi, treni e automobili | Tate |
| Materiali preziosi | Legni rari, avorio, foglia d'oro e di platino | Metropolitan Museum |
| Tecniche | Intarsi, dorature, lacca | Metropolitan Museum |
| Materiali moderni | Plastiche, vetro, cemento armato, cromo | Britannica |
| Dove si trova | Mobili, ceramiche, tessuti, gioielli, vetro, cinema e alberghi | Tate |
I protagonisti a Parigi
La pagina del Met dedicata alla mostra Art Deco Paris fa i nomi di alcuni dei protagonisti di quella stagione: Ruhlmann e Süe et Mare per i mobili, Jean Dunand per la lacca, Edgar Brandt per la lavorazione dei metalli, Georges Fouquet per i gioielli e Pierre Legrain per le legature dei libri. Il curatore del museo Joseph Breck acquistò all'Esposizione del 1925 una scrivania monumentale in ebano e bronzo dorato con la sua sedia, provenienti dal padiglione di Süe et Mare. Secondo il Met, furono tra i primi oggetti in stile art déco acquistati da un'istituzione pubblica.
Lo stesso museo ricorda anche gli interni del transatlantico Normandie, per cui Jean Dupas realizzò pannelli in vetro églomisé, cioè vetro dipinto e dorato sul retro. È un buon esempio di come l'art déco abbia lavorato su scala molto diversa, dal piccolo oggetto all'ambiente intero.
L'art déco in Italia
Anche l'Italia ha avuto la sua stagione déco. Come racconta Domus nel suo articolo sulla mostra di Palazzo Reale, le prime due Biennali internazionali delle arti decorative si tennero nel 1923 e nel 1925 alla Villa Reale di Monza, con la direzione artistica di Guido Marangoni, e precedettero la Triennale di Milano, che nel 1933 si trasferì al Palazzo dell'Arte.
All'Esposizione di Parigi del 1925 Gio Ponti ricevette il Grand Prix per le sue ceramiche; con lui, ricorda la rivista, c'erano Vittorio Zecchin, Renato Brozzi, Adolfo Wildt e Galileo Chini. In quegli anni Ponti guidava il rinnovamento della produzione di maioliche di una grande manifattura di porcellane. Il déco italiano guardava al neoclassicismo, al manierismo e al rococò, ma anche al folklore, con miti classici, scene di caccia e sirene accanto a ornamenti di fine Cinquecento. In Europa lo stile declinò all'inizio degli anni Trenta, quando prese piede lo stile Novecento. Per il centenario dell'Esposizione parigina, Palazzo Reale a Milano gli ha dedicato nel 2025 la mostra "Art Déco. Il trionfo della modernità".
Come portare l'art déco in casa oggi
Non serve arredare un'intera stanza in stile per evocarne l'atmosfera. Più che copiare un interno d'epoca, conviene partire dagli elementi che le fonti indicano come tipici e sceglierne uno o due da mettere al centro.
- Un motivo geometrico: un tessuto, un tappeto, una carta da parati o un rivestimento con raggiere o forme geometriche richiama gli ornamenti stilizzati, come i raggi di sole, citati da Britannica.
- Una superficie preziosa: un mobile laccato, un piano con intarsi o un dettaglio dorato evocano le tecniche usate dagli ebanisti parigini.
- Il contrasto tra materiali: legno scuro accanto a vetro e metallo lucido riprende l'accostamento tra materie naturali e industriali di cui parla Britannica.
- Una lampada dalle linee nette: le forme semplici e aerodinamiche funzionano bene anche in un ambiente contemporaneo.
Lo stile convive bene con arredi più sobri: un solo pezzo forte in un soggiorno neutro spesso basta a dare carattere senza appesantire.
Domande frequenti
Che differenza c'è tra art déco e liberty?
Il liberty, o art nouveau, è lo stile che ha preceduto l'art déco. Secondo la Tate, la differenza principale è l'influenza del cubismo, che rende l'art déco più geometrico e frammentato, anche se alcuni designer mantennero motivi vegetali e linee curve.
Perché si chiama art déco?
Il nome viene dall'Esposizione internazionale delle arti decorative e industriali moderne, che si tenne a Parigi nel 1925.
In che anni si è diffuso lo stile art déco?
Soprattutto negli anni Venti e Trenta del Novecento. In Europa, secondo Domus, iniziò a declinare all'inizio degli anni Trenta, quando in Italia si affermò lo stile Novecento.
Quali materiali sono tipici dell'art déco?
Accanto a materiali preziosi come legni rari, avorio e foglia d'oro, compaiono materiali moderni come plastiche, vetro, cemento armato e cromo. Tra le tecniche più usate ci sono intarsi, dorature e lacca.



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