Piano cottura a induzione: come funziona e cosa sapere
Come funziona il piano cottura a induzione, quanto rende rispetto a gas e vetroceramica, quali pentole usare e cosa sapere sul contatore da 3 kW.

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Il piano cottura a induzione è sempre più presente nelle cucine italiane, sia nelle ristrutturazioni sia in chi sostituisce il vecchio fornello a gas. Funziona in modo diverso dagli altri piani: non scalda la superficie, ma direttamente il fondo della pentola. In questa guida vediamo come funziona, quanto rende rispetto a gas e piani elettrici tradizionali, quali pentole usare e cosa controllare sull'impianto di casa prima di sceglierlo.
Come funziona un piano cottura a induzione
Sotto la lastra in vetroceramica di un piano a induzione si trovano delle bobine percorse da corrente. Quando la zona è accesa, si crea un campo magnetico che cambia rapidamente direzione: come spiega l'agenzia statunitense ENERGY STAR nella sua scheda sui piani di cottura elettrici, l'energia elettromagnetica scalda dall'interno le pentole ferromagnetiche. Il calore nasce quindi nel fondo del recipiente e non nella superficie del piano.
Questo principio ha alcune conseguenze pratiche. La prima è la velocità: secondo ENERGY STAR, per portare l'acqua a ebollizione serve circa la metà del tempo rispetto a un piano a gas o a un piano elettrico tradizionale. La seconda è che, senza una pentola appoggiata, la superficie non diventa calda al tatto. La terza è che, rispetto al gas e ai piani elettrici tradizionali, il piano rilascia meno calore nella cucina.
Il piano a induzione, come ogni piano elettrico, non brucia combustibile in casa. Per questo ENERGY STAR sottolinea che la cottura elettrica contribuisce a migliorare la qualità dell'aria interna rispetto a quella a gas.
Induzione, gas e vetroceramica a confronto
Il punto di forza principale dell'induzione è il rendimento, cioè la quota di energia che arriva davvero al cibo. ENEA, nella sezione divulgativa KiloWattene dedicata all'efficienza dei sistemi di cottura, ha raccolto i valori medi delle diverse tecnologie. I numeri variano molto in base alla quantità d'acqua, alla durata della prova e al metodo di misura, con una variabilità indicata di circa il 5% in più o in meno.
| Sistema di cottura | Come produce il calore | Efficienza media (dati ENEA) |
|---|---|---|
| Induzione | Campo magnetico che scalda il fondo della pentola | circa 80% |
| Vetroceramica radiante | Resistenza sotto il vetro che scalda la superficie | circa 63,5% |
| Piastra elettrica tradizionale | Piastra in metallo riscaldata da una resistenza | circa 58% |
| Gas | Fiamma del bruciatore | circa 45% |
Le fonti non danno tutte lo stesso valore. ENEA riporta per l'induzione un intervallo tra il 73% e l'85% a seconda degli studi e considera ottimistiche le dichiarazioni di efficienza pari o superiori al 90%, perché anche l'induzione ha perdite nella bobina e nell'elettronica. ENERGY STAR, con un altro metodo di prova, indica che circa l'85% dell'energia arriva a ciò che c'è nella pentola, contro circa un terzo con il gas.
Rendimento più alto non significa automaticamente bolletta più bassa: la convenienza dipende dal prezzo dell'elettricità e del gas. Nel confronto pubblicato da ENEA su KiloWattene, con le tariffe considerate in quello studio, il metano risultava ancora il sistema con il costo annuo più basso, pur essendo il meno efficiente. Prima di decidere conviene quindi fare due conti con le proprie tariffe e con le proprie abitudini in cucina.
Quali pentole usare sul piano a induzione
Il piano a induzione funziona solo con recipienti che hanno un fondo ferromagnetico. Secondo ENERGY STAR vanno bene la ghisa, l'acciaio inox e la ghisa smaltata con fondo piatto. Consumer Reports, nelle sue prove sui piani di cottura, precisa che funziona la maggior parte delle pentole in acciaio inox, mentre l'alluminio semplice non funziona; alcune pentole in alluminio anodizzato oggi hanno però una base compatibile.
Molte pentole compatibili riportano sulla confezione il simbolo dell'induzione, ma non serve sostituire tutta la batteria a scatola chiusa: spesso una parte di quelle che hai già in casa è adatta.
Conta anche la misura. ENEA ricorda che, per piastre e piani di cottura, il diametro del fondo dovrebbe coincidere con quello della zona riscaldante: una pentola troppo grande per la quantità di cibo assorbe calore inutilmente, mentre una troppo piccola lascia inutilizzata parte della zona. Usare il coperchio e regolare la potenza in modo preciso aiuta a ridurre le perdite per evaporazione.
Piano cottura induzione e contatore: quanta potenza serve
Il piano a induzione è un elettrodomestico ad alto assorbimento, e questo è l'aspetto da verificare prima dell'acquisto. Come ricorda Sky TG24 nella sua guida alla potenza del contatore, la potenza contrattuale più diffusa nelle case italiane è di 3 kW e il contatore interrompe la fornitura quando il prelievo supera i 3,3 kW. Nella stessa guida le piastre a induzione sono citate tra gli apparecchi che spesso rendono necessaria una potenza maggiore.
In pratica, se il piano è acceso a piena potenza insieme a forno, lavatrice o asciugacapelli, il contatore può staccare. Le strade sono due: usare gli elettrodomestici più potenti in momenti diversi oppure chiedere al proprio fornitore un aumento della potenza impegnata, che dal 2017 si può fare anche con scatti di 0,5 kW. La potenza assorbita di ogni modello è indicata nella scheda tecnica e nel libretto di istruzioni, da leggere prima dell'acquisto.
Installazione e sicurezza dell'impianto
Un piano a induzione si collega all'impianto elettrico di casa e spesso richiede una linea adeguata alla sua potenza. Il collegamento e gli eventuali lavori sull'impianto vanno affidati a un tecnico abilitato: il decreto ministeriale 37 del 2008 stabilisce che sugli impianti elettrici degli edifici possono intervenire solo imprese abilitate, che al termine dei lavori rilasciano la dichiarazione di conformità.
Se il piano a induzione sostituisce un fornello a gas, anche la chiusura e la messa in sicurezza della linea del gas è un lavoro da tecnico abilitato, da non improvvisare. Per la pulizia quotidiana della lastra basta attendere che si raffreddi e seguire le indicazioni del produttore sui detergenti adatti alla vetroceramica.
Domande frequenti
Il piano a induzione consuma più del gas?
In termini di energia no: secondo i dati raccolti da ENEA l'induzione ha un rendimento medio intorno all'80%, contro circa il 45% del gas. Il costo in bolletta dipende però dal prezzo di elettricità e gas previsto dal proprio contratto.
Con un contatore da 3 kW si può usare l'induzione?
Sì, ma con attenzione: il contatore stacca oltre i 3,3 kW, quindi conviene non usare il piano alla massima potenza insieme ad altri elettrodomestici energivori, oppure valutare un aumento della potenza impegnata.
Le vecchie pentole vanno tutte cambiate?
Non necessariamente. Ghisa, ghisa smaltata e gran parte delle pentole in acciaio inox sono compatibili. Il test della calamita sul fondo è il modo più semplice per verificarlo.
Il piano a induzione resta caldo dopo l'uso?
Secondo ENERGY STAR i piani a induzione non producono un calore residuo significativo sulla superficie, e senza pentola la lastra non diventa calda al tatto. Per prudenza conviene comunque toccarla o pulirla solo qualche minuto dopo aver tolto la pentola.



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